“Tornare a essere liberi”: gli studenti dialogano con don Claudio Burgio

28 marzo 2025.

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Personale scolastico

Venerdì 28 marzo, si è svolto in Auditorium il IV incontro del progetto Il Liceo dei cittadini – Diritti, legalità, democrazia , coordinato dal prof. Scarafile. In questa occasione, gli alunni di tutte le classi quarte e della terza Liceo scientifico sportivo hanno avuto l’onore di dialogare con un importante testimone del nostro tempo: don Claudio Burgio. Il sacerdote, fondatore dell’associazione “Kairos” e cappellano dell’istituto penale “Cesare Beccaria”, accompagnato da uno dei suoi ragazzi, Gabriel, ha risposto alle domande degli studenti, toccando argomenti di profondo spessore e attualità, quali il disagio giovanile, il sovraffollamento degli istituti penitenziari, l’emergenza educativa.

L’incontro è iniziato con l’intervento del dirigente, prof. Giuseppe Scafuro, che ha ricordato una frase del Cardinal Martini: “Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina, è certo che non ci sarà raccolto”. Il dialogo è scaturito grazie al gruppo di IRC della classe terza, che, sotto la guida della prof.ssa Cogliati, ha elaborato e presentato la poesia “L’educazione tiene a me”: “se mi insegni io imparo / se mi parli mi è più chiaro / se lo fai mi entra in testa / se non mi entra per favore resta”. Il testo, dal ritmo sincopato, ha permesso a don Claudio di raccontare la storia di Baby gang e affrontare il tema della musica rap e trap, indicandola come uno strumento utile ai giovani per esprimere il loro disagio e cercare di raggiungere un sogno. “Inseguite i vostri sogni, i vostri desideri”, ha suggerito l’ospite.

In un clima di grande interesse e attenzione, il sacerdote ha invitato gli studenti a cambiare approccio, a modificare lo sguardo, a considerare i suoi ragazzi come persone che hanno commesso uno sbaglio, senza etichettarli come “delinquenti”, perché “non esistono ragazzi cattivi”.  Ha, inoltre, descritto la situazione degli istituti penali minorili, dove il problema dell’affollamento e della mancanza di pene alternative alimenta ribellioni e forme di autolesionismo: “la soluzione non è la costruzione di nuove carceri, perché spesso la detenzione porta ad un inasprimento della propensione a delinquere … e, prima o poi, questi ragazzi escono …”.

Per approfondimenti, si rimanda all’articolo:

https://www.sempionenews.it/territorio/don-burgio-al-galilei-la-scuola-deve-generare-competenze-umane/