I nostri studenti all’82ª Commemorazione dei deportati della Franco Tosi

Ricordare contro l'indifferenza.

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Personale scolastico

Martedì 27 gennaio 2026, a Legnano, si è svolta l82ª Commemorazione dei deportati della Franco Tosi, occasione per celebrare la Giornata della Memoria e rendere omaggio agli operai che, il 5 gennaio 1944, vennero arrestati e deportati dalle SS a seguito di uno sciopero.

All’evento hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, lavoratori e studenti delle scuole secondarie. Jacopo Bollati e Sofia Putzu, della classe 5B del Liceo linguistico, hanno rappresentato il nostro Istituto con un intervento molto sentito e apprezzato.

Tra i presenti, il sindaco di Legnano Lorenzo Radice, il presidente provinciale dell’ANPI di Milano Primo Minelli e l’on. Walter Veltroni hanno richiamato l’attenzione sull’importanza di conoscere il passato per essere in grado, oggi, di reagire contro le ingiustizie evitando il rischio dell’indifferenza.

I nostri studenti hanno evidenziato l’attualità dell’esempio di questi lavoratori, uomini che, nella Legnano occupata dai nazifascisti, difesero libertà e dignità, valori alla base della nostra Costituzione, lasciando un messaggio chiaro alle nuove generazioni: «La loro memoria – hanno concluso Jacopo e Sofia – ci ricorda che i principi di libertà, giustizia e solidarietà non sono mai scontati. Oggi spetta a noi farli vivere ogni giorno, nelle nostre scelte».

Veltroni, richiamando le parole dei nostri studenti, ha osservato che «il ragazzo del Galilei che ha parlato prima» si è soffermato «sull’etimologia della parola “ricordare” che è ‘riportare al cuore’», aggiungendo che oggi si tratta proprio di ricondurre «al cuore e al cervello la coscienza di quel tempo», senza retorica: «Noi non stiamo celebrando, stiamo ricordando le persone che hanno perso la loro vita per colpa di una dittatura, ma [così facendo] stiamo parlando dell’oggi, non di ottant’anni fa, perché la libertà può essere messa in discussione in tanti modi; si può essere di destra, di sinistra, di centro, quello che si vuole, ma si deve amare la libertà, si deve amare la democrazia, si deve amare il diritto di ciascuno di noi a essere se stesso, a respirare, a parlare, a organizzarsi, a protestare».

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