Venerdì 21 marzo 2025 si è svolto l’incontro “Liberi fino alla fine – Tra cura e autodeterminazione”, terzo appuntamento del progetto Il Liceo dei cittadini – Diritti, legalità, democrazia.
Il Liceo “G. Galilei” ha avuto l’onore di ospitare la Prof.ssa Simona Cacace, docente di Diritto privato e coordinatrice dell’Osservatorio di Biodiritto Per un diritto gentile presso l’Università degli Studi di Brescia, e il Dott. Luciano Orsi, medico palliativista di lunga esperienza, autore di numerosi saggi in materia di bioetica, socio fondatore e membro della Commissione di bioetica della SIAARTI (Società di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva) e, dal 2016 al 2020, vice presidente della SICP (Società Italiana di Cure Palliative).
L’evento, rivolto agli studenti delle classi quinte, ha offerto un’importante occasione di riflessione sulle tematiche delicate attinenti al fine vita, che inevitabilmente implicano aspetti nel contempo etici, giuridici e medici.
Il dialogo ha infatti affrontato argomenti che toccano i valori più profondi di ognuno di noi, come l’eutanasia, il suicidio assistito, le Disposizioni Anticipate di Trattamento e, più in generale, il ruolo delle cure palliative.
Si tratta di questioni di stringente attualità: negli ultimi mesi la Toscana ha approvato una legge regionale sul suicidio assistito e in Lombardia si è verificato il sesto caso italiano di applicazione della sentenza della Corte Costituzionale del 2019. Il dibattito pubblico è tornato per questo motivo a interessarsi con insistenza al tema e, da più parti, si è giunti a sottolineare l’esigenza di una legge nazionale il più possibile condivisa. A questo proposito, il Dott. Orsi ha dichiarato che «se si abbandonano le posizioni più rigidamente ideologiche e si entra nei vissuti delle persone, nelle storie di sofferenza, emerge un terreno comune su cui è possibile dialogare, ascoltarsi e trovare un punto d’incontro». Del resto, «è importante decidere se vogliamo espandere le libertà dell’individuo», pur cercando di proteggere i più fragili, evitando così il rischio di una normalizzazione della morte.
La Prof.ssa Cacace ha evidenziato come sia fondamentale «espandere la sfera delle libertà personali in un ambito che pone interrogativi inediti fino a qualche decennio fa», poiché i progressi tecnologici consentono oggi di mantenere in vita pazienti che in passato non avrebbero avuto questa possibilità. Tuttavia, ha aggiunto che, se è vero che si debba permettere a ogni paziente di evitare un eccesso terapeutico e che una legge nazionale sul suicidio assistito sarebbe auspicabile, occorre anche vigilare affinché «la richiesta di suicidio non sia “impropria”, avanzata cioè da un paziente che per esempio non viene adeguatamente assistito sul piano del controllo del dolore».
Anche per questo motivo, entrambi gli esperti hanno sottolineato l’importanza della diffusione e della conoscenza delle cure palliative, nella prospettiva di una medicina che non si limiti a curare una patologia, ma accompagni anche il paziente con rispetto e umanità nelle fasi finali della vita.
La partecipazione attiva degli studenti ha arricchito il dibattito, stimolando un confronto approfondito e costruttivo su autodeterminazione dell’individuo, responsabilità e limiti dell’intervento medico nelle decisioni di fine vita.
L’incontro, culmine di un percorso svolto in classe grazie all’impegno di numerosi docenti, si è rivelato un’importante occasione di crescita personale e civica, fornendo agli studenti gli strumenti utili per affrontare con consapevolezza, spirito critico ed equilibrio alcuni dei temi più delicati e dibattuti della contemporaneità.

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Docente