Il Liceo Galilei porta Le Ribelli al Teatro Tirinnanzi

Formazione civile tra musica e narrazione

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Lunedì 16 marzo 2026, presso il Teatro Tirinnanzi di Legnano, si è svolto il secondo appuntamento del progetto Il Liceo dei cittadini – Diritti, legalità, democrazia.

Protagonista della mattinata è stata la lezione teatrale Le Ribelli, condotta dal Professor Nando dalla Chiesa, sociologo, scrittore e studioso del fenomeno mafioso, riconosciuto a livello internazionale.

L’incontro si è rivelato un’occasione sui generis per il nostro progetto d’Istituto di Educazione civica, poiché ha permesso agli studenti di sperimentare una forma inedita di formazione civile: quella del teatro-canzone. Le note del cantautore Alessandro Sipolo e della violoncellista Daniela Savoldi, insieme alle letture recitate di Annaclara De Tuglie, hanno accompagnato l’intensa narrazione di Nando dalla Chiesa.

Il Liceo Galilei, nel ruolo di “regista” organizzativo con il sostegno del Comune di Legnano, ha trasformato così il teatro cittadino in una grande aula magna, accogliendo quasi 600 studenti, provenienti anche dagli istituti Dell’Acqua e Bernocchi.

Lo spettacolo ha ripercorso la storia drammatica e appassionante di cinque donne che, a partire dal proprio rapporto affettivo con vittime di mafia, hanno saputo tradurre il dolore in una profonda sete di giustizia, sfidando un potere criminale che, come ha sottolineato il Prof. dalla Chiesa, è stato anche «il potere più maschilista della nostra storia».

Sono storie di straordinario coraggio, che raccontano la capacità tutta femminile di rompere schemi mentali e silenzi. È il caso di Francesca Serio, prima madre a ribellarsi all’omertà negli anni Cinquanta dopo l’omicidio del figlio Salvatore Carnevale; di Felicia Impastato, che ha trasformato la sofferenza per la perdita di Peppino in battaglia pubblica; di Saveria Antiochia, madre del poliziotto Roberto Antiochia, ucciso insieme a Ninni Cassarà, tra le prime a denunciare responsabilità e omissioni dello Stato trasformando il lutto in impegno civile. A queste si sono succedute sul palco le vicende di Michela Buscemi, che ebbe il coraggio di costituirsi parte civile nel Maxiprocesso, sfidando pregiudizi e isolamento derivanti dalla sua estrazione sociale difficile, e di Lea Garofalo, simbolo del sacrificio estremo di chi sceglie la libertà per la figlia, pagando con la vita la propria ribellione alla ’ndrangheta.

L’evento è stato aperto dal Prof. Luca Scarafile, coordinatore del progetto, che ha ribadito le convinzioni di fondo che continuano da tre anni ad animare l’iniziativa: la necessità di aprire la scuola alla società e alle istituzioni e la missione educativa di aiutare studentesse e studenti ad attraversare la complessità dei temi legati al nostro “essere cittadini”.

Un concetto ripreso dal Dirigente Scolastico, Prof. Giuseppe Scafuro, che ha condiviso una testimonianza personale sulle vittime innocenti della sua terra d’origine, ricordando che la criminalità si nutre della distrazione degli onesti. Il Sindaco Lorenzo Radice ha poi lodato l’iniziativa, definendola una «narrazione necessaria» contro il rischio che la parola «mafia» sparisca dal dibattito pubblico, rammentando come anche il nostro territorio sia interessato da questo fenomeno, che richiede a tutti noi il coraggio di prendere posizione.

C’è stato infine anche spazio per le domande degli studenti. Rispondendo a una di queste, il Prof. dalla Chiesa ha concluso spiegando che dedicherebbe un nuovo capitolo de Le Ribelli alle donne iraniane che da anni combattono un regime oscurantista e sanguinario. Un richiamo all’attualità, che ha arricchito ulteriormente la capacità di questa lezione-teatrale di offrire spunti di riflessione sui temi dell’emancipazione di genere e della legalità: un momento di formazione civile che non dimenticheremo.

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