Venerdì 12 dicembre 2025 si è aperta la terza edizione del progetto Il Liceo dei cittadini – Diritti, legalità, democrazia, che quest’anno ha come filo conduttore l’esercizio della memoria quale strumento di cittadinanza attiva. Le classi quinte hanno avuto così l’opportunità di svolgere un momento di approfondimento storico e civile con il Dott. Massimiliano Di Giovanni, già caporedattore del Gruppo 24 ORE, giornalista, curatore editoriale e autore di numerosi progetti culturali sulla storia italiana contemporanea.
L’incontro, dal titolo Diario civile: 12 dicembre 1969, Piazza Fontana, Milano, ha condotto gli studenti nel clima travagliato di uno dei momenti più drammatici della Repubblica, cesura determinante della nostra storia più recente che diede inizio alla cosiddetta “strategia della tensione”.
Il relatore ha guidato gli studenti attraverso immagini, filmati e citazioni che hanno ricostruito la strage alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, quando una bomba esplose nel salone centrale causando diciassette morti e oltre ottanta feriti. Con grande realismo sono state riportate le testimonianze dei superstiti, tra cui quella di Ferdinando Zinni, che si salvò miracolosamente perché pochi minuti prima dell’esplosione si era spostato al primo piano dell’edificio.
Ampio spazio è stato dedicato al contesto locale attraverso il resoconto giornalistico di Giampaolo Pansa: la città di Legnano, durante quell’“autunno caldo”, era in assetto quasi militare, con forze dell’ordine mobilitate in tenuta antisommossa, mentre studenti e operai animavano le manifestazioni. La conferenza ha poi richiamato figure emblematiche dell’impegno civile e culturale del tempo: da Leonardo Sciascia a Pier Paolo Pasolini, da Dario Fo a Franca Rame, fino a Walter Tobagi, Gian Maria Volonté e don Lorenzo Milani.
Di Giovanni si è infine soffermato sulle indagini, la matrice neofascista della strage, i depistaggi e le complesse vicende processuali: dalle prime piste investigative ai riconoscimenti pilotati, fino all’enigmatico caso di Giuseppe Pinelli, il ferroviere anarchico morto nella questura di Milano in circostanze mai del tutto chiarite. Non è mancato il riferimento a un’altra tragedia intimamente legata alla strage di Piazza Fontana: l’omicidio del commissario Luigi Calabresi, ingiustamente accusato della morte di Pinelli e ucciso nel 1972 da militanti di Lotta Continua.
La partecipazione attenta degli studenti, le loro domande sul legame tra giustizia e informazione e sullo stato di salute della nostra democrazia, hanno confermato che conoscere la storia significa assumersi una responsabilità: trasformare la memoria in consapevolezza civica e impegno per il presente.
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