Giovedì 7 maggio 2026 si è conclusa la terza edizione del progetto Il Liceo dei cittadini – Diritti, legalità, democrazia, che quest’anno ha approfondito il tema dell’esercizio della memoria come strumento di cittadinanza attiva.
Le classi quinte hanno partecipato a un intenso momento di riflessione storica e civile con il Dott. Massimiliano Di Giovanni, già caporedattore del Gruppo 24 ORE, giornalista, curatore editoriale e autore di numerosi progetti dedicati alla storia italiana contemporanea.
L’incontro, dal titolo Diario civile: 9 maggio 1978, Via Caetani, Roma, ha condotto gli studenti nel clima travagliato di uno dei momenti più drammatici della Repubblica, una cesura determinante della nostra storia più recente che scosse profondamente le istituzioni e l’opinione pubblica.
Il relatore ha guidato i presenti attraverso immagini, filmati e citazioni che hanno ricostruito i cinquantacinque giorni di prigionia di Aldo Moro, sequestrato dalle Brigate Rosse dopo il sanguinoso agguato alla scorta in via Fani. Con grande realismo sono state rievocate le tappe del sequestro, culminato nel tragico ritrovamento del corpo dello statista democristiano nel bagagliaio di una Renault 4 rossa.
Ampio spazio è stato dedicato al dibattito pubblico di quei giorni, lacerato dal confronto tra la “linea della fermezza” e la “linea del negoziato”, mentre il Paese viveva sospeso tra paura, responsabilità istituzionale e crisi morale.
Particolarmente coinvolgente è stato il riferimento alle opere cinematografiche di Marco Bellocchio, da Buongiorno, notte a Esterno notte, capaci di restituire il dramma umano e politico di quella vicenda senza ridurlo a semplice rievocazione del passato.
Proprio il rapporto tra memoria e presente è emerso come il cuore dell’incontro. Le domande degli studenti hanno mostrato quanto il caso Moro continui a interrogare anche le nuove generazioni sul significato della democrazia, della responsabilità politica e del coraggio delle scelte difficili.
A fare da guida ideale all’intera riflessione sono state le celebri parole dello stesso Moro, rievocate efficacemente durante la conferenza: «Se fosse possibile dire: saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a questo domani, credo che tutti accetteremmo di farlo; ma, cari amici, non è possibile. Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso, si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con tutte le sue difficoltà. Camminiamo insieme perché l’avvenire appartiene in larga misura ancora a noi».
Una citazione che, a quasi cinquant’anni di distanza, non appare soltanto come il lascito morale di un protagonista della storia repubblicana, ma anche come un invito rivolto al presente: vivere con consapevolezza il proprio tempo, senza rinunciare alla fiducia nella democrazia e nella responsabilità collettiva.



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