Ai nostri 290 studenti delle classi prime: benvenuti!

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Personale scolastico

Questo spazio è dedicato agli studenti delle classi prime, per raccontare e raccontarsi all’inizio del nuovo percorso scolastico.

Dopo avere vissuto da protagonisti le attività del Progetto Accoglienza (023_p_Progetto_accoglienza_classi_prime), desiderano condividere le loro esperienze.

Guardiamo insieme i loro contrubuti e ascoltiamo le loro voci!

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Video della classe 1DS. Uscita di accoglienza al Parco Castello. Attività di condivisione e conoscenza.

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CONOSCERSI”; questo è stato l’obiettivo per studenti e insegnanti, in queste prime settimane di scuola. Conoscere i propri compagni e riuscire a formare velocemente un buon gruppo classe è essenziale per affrontare al meglio l’anno scolastico; a questo proposito tra le attività d’accoglienza svolte nei primi giorni, il Liceo Galileo Galilei ha proposto l’iniziativa di un’uscita al Parco Castello di Legnano. Per la prima volta, il 16 settembre, siamo riusciti tutti a vederci in volto; per la prima volta, abbiamo potuto interagire in un luogo che non fosse la nostra piccola classe, abbiamo parlato, abbiamo scoperto pensieri e opinioni…finalmente abbiamo potuto conoscerci e confrontarci guardandoci in faccia e sì, abbiamo potuto anche divertirci. Hanno catturato la nostra attenzione, ad esempio, gli scoiattoli e abbiamo cercato di interagire con loro, purtroppo però non si sono lasciati avvicinare (avremmo dovuto portare delle noccioline!), ma chi può dirlo, forse, un giorno, riusciremo ad ottenere una piccola mascotte per la nostra classe. (Giorgia Rossini, 1AS)

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Quanto mi è mancata la scuola in presenza negli ultimi due anni! Con molta soddisfazione ho intrapreso questo nuovo percorso delle scuole superiori entrando a far parte di un ambiente a me completamente nuovo. Ho trovato molto stimolante l’attività di inserimento che il liceo ha organizzato nei primi giorni di ripresa dell’anno scolastico al Parco Castello. In quell’occasione ho potuto conoscere meglio i miei compagni in un clima disteso dove ognuno si è presentato e ha raccontato i propri interessi e le proprie aspettative per questa nuova avventura. La scuola non è solo apprendimento ma anche e soprattutto un luogo di crescita e di aggregazione. (Riccardo Ferri, 1AS)

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Visita dell’istituto. Ho scelto di condividere con voi questa esperienza tra i tanti progetti di ambientamento scolastico perché è quella che mi ha reso più entusiasta di iniziare una nuova avventura: le superiori. Sabato 11 settembre abbiamo fatto una visita dell’istituto accompagnati dal professore Antognazzi (il nostro docente di latino); visitando le varie aree dell’istituto ci siamo immersi nei laboratori di chimica, laboratori di fisica, laboratori di biologia, scienze, matematica e chi più ne ha più ne metta! Abbiamo visto le diverse palestre della scuola di cui una al terzo piano con una parete di vetro affacciata sul viale Gorizia; a proposito, l’architettura dell’ istituto è fantastica, il soffitto che sembra ondeggiare e le strutture di metallo appoggiate alla scuola la rendono unica nel suo genere. Abbiamo finito la visita tornando alla nostra classe e sbirciando anche le facce dei ragazzi che frequentano la quinta, diciannove anni! Quanta strada da fare, ma sono pronto: non esiste un luogo più stimolante di questo per uno studente appassionato. (Claudio Pirovano, 1AS)

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E’ l’ultima sera delle vacanze estive per Stefano, mio nipote. Domani inizierà la prima superiore al Liceo Classico della Comunicazione “G.Galilei”, quello che ho frequentato anche io molti anni prima. Lo accompagno a letto e gli auguro una buonanotte, ma percepisco in lui un po’ di timore. Decido così di raccontargli uno dei momenti più significativi della mia esperienza alle superiori, un ricordo che custodisco ancora oggi gelosamente. Inizio così: “Stefano, ti ho mai parlato del mio debutto alla scuola superiore?”. Mi guarda perplesso e risponde di no. Quindi incomincio: “Quel giorno era il 17 settembre del lontano 2021. Era una tipica giornata di fine estate, il sole mitigava il clima ed eravamo circondati dal verde degli alberi, ognuno di una tonalità diversa. Quella che sarebbe stata un’avventura lunga cinque anni partì con un gioco banale all’apparenza, ma con un grande significato che scoprimmo solo alla fine.” Ho un attimo di esitazione: ripensare a quei momenti di spensieratezza così lontani mi fa un certo effetto, realizzo solo ora che il tempo è passato velocemente. Osservo le mie mani rugose con la fede d’oro sull’anulare, non sono più belle come una volta, sono invecchiate con me. Guardo Stefano e capisco che è impaziente di sapere come continua, così riprendo: “L’attività consisteva nel disporsi in cerchio e lanciarsi un gomitolo di lana colorata tenendone un’estremità. Alla fine si era come formata una ragnatela che simboleggiava il legame che si sarebbe creato tra noi. Se uno lasciava la sua estremità di filo, crollava tutto: eravamo come una macchina perfetta, che funzionava grazie all’aiuto di tutti di noi. Nei cinque anni a venire ognuno avrebbe avuto un compito, che grande o piccolo che fosse, sarebbe stato essenziale. Dopo quest’esperienza ho sentito di appartenere a un gruppo, quello che sarebbe stato la mia seconda famiglia per molto tempo, la mia classe”. L’occhio mi cade sull’orologio che segna le 22.30. “Ora è tardi, cerca di dormire e di stare tranquillo. Andrà tutto per il meglio, basta che ti ricordi di essere sempre te stesso.” Saluto mio nipote, che ora mi sembra meno nervoso, e torno in salotto per guardare la mia serie tv preferita, ripensando con il sorriso a tutti i miei compagni e alle difficoltà superate, ma anche con un po’ di nostalgia nel cuore di quei tempi passati in un attimo di cui ormai rimane solo un dolce ricordo. (Vittoria Munafò e Sofia Palumbo, 1BC)

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Testo in rima
Devo ammetterlo: il primo giorno di Liceo ero un po’ preoccupato
ma mi sono subito rasserenato,
dopo che al parco ci hanno accompagnato.
La conoscenza dei nuovi compagni, in mezzo alla natura,
è stata meno dura.
Abbiamo fatto un gioco davvero speciale
in un parco che ha già i colori della stagione autunnale.
Uniti da un unico filo,
ognuno ha raccontato qualcosa del proprio profilo.
Passandoci il capo del gomitolo
abbiamo scritto della nostra storia insieme il primo capitolo,
abbiamo raccontato cosa ci piace e cosa non sopportiamo
e così ci siamo conosciuti un po’ di più a mano a mano.
È bello sapere
cosa all’altro fa piacere.
Dopo quel gioco mi sono sentito più unito
ed un senso di serenità ho avvertito.
Ho molto riflettuto sulle cose dette dalla mia classe
ed avrei voluto che quel tempo si fermasse.
Ora, grazie a quel filo, mi sento già più unito
e parte di un bel gruppo mi sono subito sentito.
Sono sicuro che quel filo di lana
sarà per noi come una collana
e il Parco Castello
è stato il nostro magico anello.

(Di Giovanni Tommaso, 1BC)