Il 25 aprile è un momento vivo, che chiede ogni anno di essere compreso, rinnovato e, soprattutto, partecipato. Anche quest’anno Legnano ha celebrato la Festa della Liberazione con una cerimonia intensa e sentita, capace di intrecciare memoria storica e responsabilità presente.
A rappresentare il Liceo Galilei due studentesse, Viola Grianti e Sophia Di Leta, della classe 5E scientifico che, accompagnate dalla prof.ssa Senili, di storia e filosofia, hanno preso parte alla commemorazione ufficiale, portando la voce della scuola all’interno di uno spazio pubblico carico di significato. La loro presenza non è stata simbolica, ma profondamente concreta: attraverso il loro intervento hanno dato un segno di continuità tra le generazioni e le istituzioni, tra chi ha lottato per la libertà e chi oggi è chiamato a custodirla.
La cerimonia si è articolata attraverso gli interventi delle autorità e delle associazioni: il sindaco, Lorenzo Radice, il rappresentante di Associarma, Giorgio Piccioni, e il vicepresidente dell’ANPI, Giuliano Celin, in un dialogo corale che ha restituito tutta la complessità e l’attualità della Resistenza
In questo contesto, si è inserito l’intervento delle nostre studentesse che hanno sottolineato come “Per noi ricordare è scegliere da che parte stare, ogni giorno. Perché la libertà è fragile, esigente e chiede partecipazione”. Leggendo stralci delle lettere di ragazzi partigiani condannati a morte, ragazzi di 19 anni, della loro stessa età, Viola e Sophia hanno ricordato come il contrario della memoria non sia l’oblio, ma l’indifferenza. “Noi oggi siamo qui per rendere vivo il ricordo di chi ha combattuto per noi”, hanno sottolineato con determinazione, “Non solo uomini ma anche donne, che troppo spesso sono state messe in secondo piano” e che dopo poco hanno potuto, 80 anni fa, per la prima volta votare ed essere votate. “Siamo all’altezza di questa eredità?” si sono chieste. “Perché è facile celebrare la libertà quando è già stata conquistata, più difficile difenderla ogni giorno”. I valori del 25 aprile, libertà, pace, rispetto, giustizia sociale, “sono valori che dobbiamo mettere al primo posto, in ogni luogo del mondo, in ogni momento della storia, anche in questo periodo molto complesso che stiamo vivendo a livello internazionale” hanno ribadito. “Ricordare non è voltarsi indietro con nostalgia. È guardare avanti con responsabilità. Non servono eroi lontani ma cittadini consapevoli. Immaginiamo la libertà come una fiamma. Accesa da chi ci ha preceduto. E che dobbiamo custodire e tenere viva”.
Le loro parole hanno saputo dialogare con i discorsi istituzionali offrendo uno sguardo giovane ma consapevole, capace di interrogare e interrogarsi sul presente senza retorica. È proprio in momenti come questo che la scuola dimostra di essere non solo luogo di apprendimento, ma anche spazio di cittadinanza attiva.
Partecipare al 25 aprile significa, in fondo, accettare una consegna: quella di non ridurre la memoria a celebrazione, ma di trasformarla in scelta quotidiana. Viola e Sophia lo hanno fatto con serietà, lucidità e passione, ricordandoci che la libertà, oggi come ieri, ha bisogno di essere pensata, difesa e vissuta.



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